DIGNITA'

Pubblicato il da pecere

Ieri sera, di ritorno dal lavoro, mi è successa una cosa particolare, e sento l'esigenza di raccontarla.

Sono entrato in metropolitana ed ho aspettato il treno che mi avrebbe riportato verso casa.
Salgo sul treno e poco dopo si libera un posto di fronte a me, che non esito ad occupare.

Di fianco a me, nel posto riservato agli invalidi eventualmente presenti, era seduto un ragazzo, sui 30anni.
Sedeva tranquillo, con il suo zaino tra le gambe, ed era vestito normalmente.

Dopo pochi secondi è arrivata una donna, anche lei sui 30, vestita in modo disordinato, capelli neri spettinati, visibile cicatrice di 20cm circa sul lato destro del collo, che seguiva il percorso della clavicola.

Rivolgendosi al ragazzo seduto di fianco a me, ha esordito con tono alto e strafottente, che tradiva un accento siciliano:
"TI DEVI LEVARE, QUESTO E' IL POSTO PER GLI INVALIDI, ED IO SONO INVALIDA! SBRIGATI, TOGLITI!"

Tutta la gente nella carrozza ha volto l'attenzione alla situazione, ma come prassi in questi casi, ognuno si è fatto i cazzi propri, me compreso, ed ho continuato nel tentativo di leggere la mia rivista.

Il ragazzo, provocato ripetutamente con irruenza, con espressione più incredula che altro, ha sorriso, ed ha detto con accento dell'est:
"Se sei invalida, mostra il tesserino!"

Di tutta risposta la donna ha cominciato ad inveire pesantemente contro questo ragazzo:
"NON SEI MICA UNA GUARDIA, ALZATI; QUESTO POSTO E' MIO! VATTENE RUMENO DI MERDA! NON HAI IL DIRITTO DI STARE SEDUTO LI'. IO SONO INVALIDA, HO L'EPILESSIA E TU DEVI LEVARTI!"

Mentre questa inveiva, il ragazzo si è alzato, mantenendo la sua espressione sempre più incredula, e l'ha lasciata sedere, mente questa continuava con male parole verso di lui!

Questo ragazzo cercava di stare in disparte per evitare rogne, avvicinandosi all'uscita della carrozza, mentre questa donna continuava ad inveire contro di lui, tanto che alla fine non ha resistito a controbattere almeno una volta contro le offese di questa donna, e sempre mantenendo il suo sorriso incredulo per la situazione, ha risposto: "Io sono rumeno ma tu sei una zingara!"

A quel punto la donna ha alzato la voce, si è alzata dal posto ed ha spinto e tirato per il giubbotto, il ragazzo, che è rimasto fermo senza reagire, mentre la donna continuava:
"NON MI FACCIO PROBLEMI A METTERTI LE MANI ADDOSSO RUMENO SCHIFOSO, VATTENE DALL'ITALIA, NON HAI IL DIRITTO DI STARE QUI, QUESTA E' LA MIA TERRA, IO SONO ITALIANA!"

Subito dopo, è tornata a sedersi di fianco a me, scusandosi con i presenti, per la sua reazione, ma aggiungendo che non sopportava vedere questi rumeni in italia.

A quel punto, non ho resistito ulteriormente a tutta questa scena che avevo seguito, e mi sono tornate in mente le parole di un vecchio amico, che mi disse che la vita va vissuta sempre con dignità!

Mi è nato un impeto dentro che non sono riuscito a trattenere, nonostante la propensione a farmi i cazzi miei.
Ho chiuso e messo via la rivista, non potevo rimanere un altro attimo di fianco a questa donna. Mentre mi alzavo mi sono rivolto al ragazzo rumeno, e con tono deciso ho detto:
"Scusi, vuole sedersi al mio posto? IO SONO ITALIANO!"

Mentre il ragazzo declinava il mio invito, la donna ha cominciato a sclerare di più, dicendo mentre tentava di piangere:
"Io sono malata, ho l'epilessia, ho anche il cancro, volete sapere quante altre malattie ho? Questa gente se ne deve andare", e rivolgendosi a me: "e tu non parlare male degli italiani!".

Io sono rimasto imperterrito a testa alta. Nella fermata successiva, sono scesi entrambi.

Una ragazza si è avvicinata all'uscita mentre aspettavo di arrivare alla mia fermata, ed ha commentato:
"Che gente..."

Le ho risposto: "Certa gente dovebbe proprio imparare cos'è la dignità!"
Ed ho aggiunto: "La malattia non autorizza ad essere scortesi o irrispettosi. MAI! NESSUNO!"

L'ho salutata, e sono sceso alla mia fermata!

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anonimo 07/19/2011 21:08

Sei solo un buffone

BlackStarShaula 04/04/2010 02:02

Complimenti per il gesto.E resto pietrificata per il racconto che non fa che confermarmi però quanto alla fine vivo ogni giorno e di cui mi rendo conto in maniera sempre più evidente : ormai chi rischia di essere discriminato per un problema non riesce a fare altro che comportarsi nel medesimo modo discriminando il prossimo perchè diverso da lui. Davvero deprimente.

anonimo 03/20/2010 16:53

signor antonio sono chiara ceccachecca lanciotti....e tu sei un grande!!!!!!!è proprio vero....la dignità non esiste più