MIO FRATELLO SI E' SPOSATO!

Pubblicato il da pecere

Quello che segue è un mio vecchio post su un'altro blog.
Lo scrissi la sera del 30 aprile 2007, subito dopo essere tornato dal festeggiamento seguente la celebrazione del matrimonio di mio fratello.
Lo riporto qui integralmente per rendervi partecipi delle emozioni di quei momenti.
Ciao.


Oggi si è sposato mio fratello!

Sono tornato a casa da poco!
E' stata una cerimonia concisa ma intensa, con parole del prete dense di quel significato responsabile che oggi molti hanno smarrito.

Io non sono un credente, ma quando si parla di amore ed impegno certi valori li sento ancora in un determinato modo (magari leggetevi il mio antecedente post sull'amore per farvi una idea).

Poi siamo andati al ricevimento per il consueto festeggiamento:
Menù pantagruelico... musicisti con le basi per ballare... parenti che non si vedono da anni ma che si vorrebbe vedere più spesso... parenti che non si vedono da anni e che si sarebbe fatto volentieri a meno di vedere...

...insomma le solite classiche cose che succedono a tutti classici i matrimoni.

Io volevo regalare un momento speciale a mio fratello, un regalo che solo io, per ciò che ci unisce, potevo fargli.

Ho deciso di fargli una sorpresa: cantare una canzone.

Mi sono accordato col musicista ed ho preparato le basi di "The Show Must Go On" e di "Under Pressure" dei Queen.

"The Show Must Go On" avevo deciso di non cantarla mai più, se non in solitudine, per le forti emozioni che mi dà rispetto alla morte di Freddie Mercury, cui tenevo tanto. Emozioni che non volevo svilire/diluire, ma tenere per me solo.
Però questa volta ho deciso di cantarla per mio fratello e la sua sposa, per mio padre e per mia madre. L'occasione era troppo importante.

"Under Pressure" invece, volevo incastrare mio fratello per cantarla a due voci, visto che era la canzone che cantavamo insieme quando eravamo più piccoli, dividendoci le parti di Freddie (io) e di David Bowie (lui).

Sinceramente sapevo che lui si sarebbe commosso, perché sà il valore che dò alle cose, ma immaginavo che gli altri parenti non avrebbero colto più di tanto il senso di quell'attimo, ma in realtà, il tutto è andato ben oltre.

Lui si è commosso fino alle lacrime, e molti parenti lo hanno seguito faticando a trattenersi.

Con le lacrime ancora agli occhi, alla fine della canzone si è alzato, è venuto da me sul piccolo palco dei musicisti, e mi ha abbracciato forte forte, baciandomi e stringendomi.
Ho faticato tantissimo a non piangere.

Ci hanno raggiunto i nostri genitori ed altri parenti per complimentarsi in visibile commozione. (Anche il direttore di sala ed il musicista si erano commossi, finanche lo zio dal carattere forte...)

Lui pensava fosse finita lì e di salvarsi, ma gli ho detto: "Dove credi di andare adesso?"
Lì, lui ha capito, e con tanto amore nel cuore mi ha detto: "Sei un bastardo!"
Ed io: "Adesso hai capito tutto, vero? Ah ah ah!"
Infatti a lui avevo detto che stavo preparando quei pezzi per una nuova band con cui provavo, per depistarlo (ottimamente, visto che la sorpresa è riuscita).

Poi ha preso l'altro microfono, sono cominciate le note di "Under Pressure", ed abbiamo fatto una cosa che non facevamo da anni: abbiamo cantato insieme!

Credo di avergli fatto il più bel regalo che potessi. Gli ho dato un ricordo che gli resterà per sempre, rendendo unico il suo matrimonio.

Sono felice per lui.
Sono felice!

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